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Profilo PREMESSA
L’Associazione culturale Teatro dallarmadio nasce ufficiosamente nel novembre 2005 al teatro Valle di Roma. Il nome stesso dell’Associazione suggerisce l’infinità di segreti, fantasie, leggende che l’armadio non sa, né può sapere, per sua stessa natura, di contenere. L'ASSOCIAZIONE Sono soci fondatori dell’Associazione, l’attore cantante Fabio Marceddu, l’attore musicista Antonello Murgia, la scenografa regista Paoletta Dessì e l’attore Raffaele Marceddu.
STORIA
Nel 2004 Fabio Marceddu e Antonello Murgia recitano nell’ambito del Festival Segni Barocchi di Foligno nello spettacolo Mascarade della compagnia çàjka: questo momento segna l’inizio di una spiccata intesa artistica che si è tradotta a breve nello spettacolo Bestie Feroci, il primo di una trilogia, di cui Risvegli è il scondo e Rivelazioni il terzo. Insieme partecipano al Premio Scenario con il progetto di spettacolo Parapapà, di Fabio Marceddu per la regia di Paoletta Dessì; conducono numerosi laboratori collaborando anche con il cadadie teatro che ospita nel 2005 Bestie Feroci al Jerzu Teatrofestival. Sempre nello stesso anno presentano il progetto scenico Risvegli al Premio tuttoteatro.com “Dante Cappelletti 2005” arrivando (tra i dieci finalisti selezionati su una rosa di 104 progetti) alle finali tenute al teatro Valle di Roma ai primi di novembre. A ottobre dello stesso anno il teatro dallarmadio crea la sua prima scuola di teatro e conta, durante l’anno, numerose iscrizioni e la partecipazione di allievi di tutte le età. In otto mesi di intensa attività laboratoriale, Marceddu e Murgia scrivono a quattro mani il corto teatrale “E-rra-rum-natura” e vincono, in ex-aequo con Rossella Dassu, il primo premio dei corti teatrali 2006 del cadadie teatro in collaborazione con In media Arte. Sempre nel 2006, scrivono e dirigono la commedia in due atti a tinte noir (comprendente 14 canzoni originali), IL Condominio, per la compagnia In scena per caso.
PERCORSO ARTISTICO
Il percorso artistico del gruppo si snoda su vari livelli: un teatro senza aggettivi, scevro di tutti i cliché-scorciatoia, lontano dalle gerarchie e dalle tirannie, basato sulle discipline dei grandi maestri del passato ma attento alle nuove forme, permeabile alle contaminazioni intese come scambio e reciprocità culturale. Crediamo fortemente nella teatro della "disciplina" ma rifuggiamo dallo stereotipo impegno-seriosità, credendo infatti nella forza dell’ronia e del sarcasmo per veicolare temi scottanti e sovente scomodi, attenti a discernere la vita 'dentro' il teatro da quella 'fuori' dal teatro, ponenedo l’individuo al centro di ogni lavoro sia sul personaggio che in un esercizio tecnico. Altro elemento fondante della poetica del gruppo è la musica: mai intesa come commento o sottofondo o peggio ancora come sotterfugio ruffiano d’accompagnamento, ma come forza narrante, perfettamente integrata e correlata alla drammartugia. La sfida portata avanti nel lavoro svolto è quella di ritrovare un assetto e ristabilire un rapporto di pari dignità tra recitazione e musica, lontano dall’uso e abuso improprio e dagli accostamenti puramente casuali, basati su una puerile ed emotiva scelta dei brani musicali con cui guarnire i propri spettacoli. Lo sforzo è quindi quello di ritrovare una volontà che sia frutto di un intenso lavoro, di una scelta che abbia a monte un percorso costellato di dubbi, di infinite domande, simile al lavoro e alla fatica dello scultore. Il nostro teatro è civile, sociale, si occupa di attualità in termini non cronachistici; parte dall'uomo e dai suoi 'microcosmi' senza omologarlo a bandiere partitiche o politiche. Crediamo nell'impegno che parta dai singoli, visti come "moltitudini di individualità" e non come massa o popolo da educare e instradare. ----------------------------------
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