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Produzioni > Risvegli
Spettacolo finalista al premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti 2005” In Risvegli il teatro e la musica formano un connubio che ha i connotati del gioco, lo slancio e la libertà dell’infanzia: vissuta appieno o invissuta, divenuta linfa del poeta o inconsapevole regressione causa ed effetto di tutti i corsi e ricorsi della storia evolutiva o involutiva dell’uomo.
Risvegli racchiude e dischiude un duplice significato: due facce di una stessa medaglia forgiata nel sangue e nel dolore da una parte, nel sogno e negli ideali traditi (ma non sopiti) dall’altra. Bombardati e travolti da una futile e logorroica valanga di informazioni, immagini, impulsi-compulsi lascivi e sciatti, i tre cantant-attori (Tizio, Caio e Sempronia, rispettivamente, A. Murgia, F. Marceddu, T. Pani), cercano di ricomporre i brandelli residui, ricreando meticolosamente un mosaico, dopo una deflagrazione mediatica in un gioco di specchi e teleschermi dove sembra ormai impossibile distinguere il vero dal falso. Microcosmo e macrocosmo si equivalgono spaventosamente, ciò che sembra morto e dimenticato freme per riconfermarsi e riaffermarsi a passo tecno di marcia. Non basta l’orrore servito freddo all’ora di pranzo in tv, non basta l’evidente menzogna coattamente somministrata tenendo alta la paura e facendo avverare, laddove è utile, i brutti sogni per giustificare la necessità di distruzione e morte. I mostri sono pronti a ri-svegliarsi e a rifarsi il trucco sopra quello vecchio. I complici colpiti dalla condanna al pensiero possono invece decidere di fare qualcosa o di voltare la faccia. Il Prologo, la vera storia della cicala e la formica, funge da introduzione allo spettacolo, ma ha una sua vita autonoma. Pensato, scritto e realizzato come una operina musicale, attraverso lo stravolgimento della nota favola di Esopo, idaga l’attuale “stato delle cose”, la perdita d’identità e l’affermazione di modelli egoistici, superficiali e privi di qualsiasi senso etico ed estetico. Risvegli Testi originali di Fabio Marceddu, Antonello Murgia, Tiziana Pani. Scene e costumi di Paoletta Dessì. Musiche originali scritte e arrangiate da Antonello Murgia. Collaboratore agli arrangiamenti del prologo, Diego Milia. Elaborazioni tracce musicali e campionature audio, Gianfranco Crobu. Realizzazione audio e mixaggio del prologo Sandro Sanna. Organizzazione, Cristiana Cocco. Regia, Antonello Murgia. Le poesie: Ninna Nanna di Trilussa, Arrivano i barbari di Kavafis. Basi musicali: Radiohead (Sit down stand up), Mozart (Don Giovanni, estratto), Ponchielli (La Gioconda, estratto). Hanno suonato nel prologo: Diego Milia (basso, banjo, mandolino, violino, armoniche, sax, tromba, trombone, clarinetto, ukulele, percussioni), Gianfranco Crobu (organo e tastiere), Antonello Murgia (chitarre, campionature midi, percussioni). Note alla scenografia L’impianto scenografico è stato realizzato dallo studio di progettazione e realizzazioni scenografiche metamorphosi di Paoletta Dessì. Il 90% dei materiali è di recupero. Abbiamo cercato anche in questo senso, di conrtibuire nel nostro piccolo, di dare nuova vita a tutti quei materiali che rischierebbero di annegare tra i rifiuti ai margini delle discariche. Tutto ciò si allinea pienamente con lo spirito dello spettacolo e del teatro dallarmadio.
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