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Novità e appuntamenti

  12/08/2010
Bestie Feroci - Rassegna "Sguardi sul Presente 2010" - Rossolevante Teatro
Lanusei (OG) Piazzetta di Niu Giossu - Ore 21,00


  18/07/2010
Il Re è triste - esito scenico del laboratorio intensivo estivo del Teatro dallarmadio
Flumini di quartu - primo appuntamento


  20/06/2010
"Sala d'attesa" esito scenico del laboratorio del Teatro dalarmadio 2010
Via S.Croce, 46, Cagliari


  12/06/2010
"Sala d'attesa" esito scenico del laboratorio del Teatro dalarmadio 2010 Via S.Croce, 46, Cagliari
Via Santa Croce, 46, Cagliari


  04/05/2010
Vassilissa, la Bella e la Babayaga
Teatro Sant'Eulalia, v. Portoscalas,17 – Cagliari


  03/02/2010
BESTIE FEROCI - La Scighera - Milano -
Milano - Via Candiani 131 - (circolo ARCI) - Bovisa



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Laboratori > IL CONDOMINIO - Compagnia

 

IL CONDOMINIO
Commedia in due atti di Fabio Marceddu
Collaborazione ai testi, canzoni originali - Antonello Murgia
Scene e costumi - Paoletta Dessì
Aiuto regia e consulenza musicale - Tiziana Pani
Regia - Fabio Marceddu e Antonello Murgia


Con: Maurizio Megna, Teresa Leccese, Giuseppina Solarino, Marinella Balloi, Martina Cogoni, Guido Ancis, Anna Maria Lai, Mariella Spiga, Augusta Teglia, Elisa Mostallino, Gianna Ventura, Filomena Cavallo, Salvatore Viviano, Anna Maria Muscas

PRESENTAZIONE:
L’opera originale scritta da Fabio Marceddu in collaborazione con Antonello Murgia è una commedia brillante a tinte noir nella quale quattordici personaggi di un ipotetico condominio si ritrovano in una mattina d’estate vittime di “calunnie” che riguardano episodi oscuri
della loro vita.
In un crescendo di accuse e in un vortice di confessioni non mancano momenti di poesia intervallati da momenti sonori nei quali ogni personaggio si racconta rivelando a se stesso e agli altri quel che è veramente.
L’opera infatti contiene anche quattordici canzoni originali che si intrecciano nella drammaturgia di ogni personaggio, seguendo
altrettanti stili musicali diversi.
Le musiche e le canzoni originali sono state composte da Antonello Murgia.
La regia dell’opera è di Fabio Marceddu e Antonello Murgia.
Le scene e i costumi di Paoletta Dessì.

Il Condominio
Recensione di
Francesca Falchi
Da
www.auroraatomica.ilcannochiale.it

“Dov’è volata la coccinella/ la mia perduta felicità/ dov’è finita quella bambina/ la coccinella felicità”. L’assassinio della felicità sostituita dall’apatia del vivere, che si trascina in una routine che amplifica le anomalie dell’individuo, ingigantendole fino a deformarne i tratti umani in una maschera di cinismo e bestialità, è il fulcro attorno al quale ruotano i personaggi de Il Condominio, lo spettacolo scritto e diretto da Fabio Marceddu e Antonello Murgia, in scena questo fine settimana a Cagliari. Le due Bestie Feroci tornano all’attacco, più graffianti e dissacranti che mai, dando vita ad uno spettacolo ottimamente scritto e diretto, nel quale, senza pietà, offrono in “sacrificio” personaggi dai tratti incredibilmente disumani ma paradossalmente reali, non morti mediatici da talk show, ma “vivi” che calpestano le strade della vita “vera”, la cui umanità sembra essersi dissolta per il deterioramento dei rapporti sociali elementari: un micromondo che è riflesso del macromondo degenerato nel quale ci muoviamo assenti, come dis-umani rassegnati alla propria mediocrità. La solidarietà conflittuale tra i reietti diviene l’unico modo per poter raggiungere quel modello di “benessere catodico” instillato programmaticamente da una società che non contempla la “normalità della realtà”, ma che ne attende famelica l’estinzione a favore della “eccezionalità dell’irrealtà”. I cannibalici inquilini del condominio (i convincenti Augusta Teglia, Filomena Cavallo, Mariella Spiga, Marinella Balloi, Elisa Mostallino, Maurizio Megna, Teresa Leccese, Giuseppina Solarino, Anna Maria Lai, Anna Maria Muscas, Guido Ancis, Martina Cogoni, Gianna Ventura, Salvatore Viviano) si auto-divorano e divorano l’un l’altro, svelando “liricamente” la parte più oscura della propria anima, spezzata dall’empietà del vivere. La scelta scenografica della contemporaneità dei “loculi abitativi” di queste “anime morte” e l’uso delle “canzoni rivelatrici”, mettono lo spettatore-voyeur di fronte alla tragica dicotomia sulla quale si fonda il vivere di questo terzo millennio: il conflitto tra essere e apparire, tra volere e dovere, tra sogno e realtà. Non c’è salvezza senza il compromesso, senza che la ragione ceda il passo all’istinto, fino a culminare nell’ “epurazione” di chi altera l’equilibrio di quei microcosmi che si reggono l’uno sull’altro, stretti da un patto di omertà che ha i tratti di una condanna all’inferno. Non esiste “un teorema/ per sfuggire al sistema”, per trovare, in fondo all’oscuro pozzo del vivere, la felicità.

 

Ma noi, muti ascoltatori ed inconsapevoli attori di questo “reale dell’assurdo”, questo lo abbiamo purtroppo capito da tempo.

 

 

 

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