IL CAPRO ESPIATORIO Scritto e diretto da Fabio Marceddu e Antonello Murgia
“liberamente ispirato alla vita di Giulia Carta, condannata dalla Santa Inquisizione”
Scene costumi e trucchi - Paoletta Dessì
Coreografie - Giulia Zucca
Direzione musicale - Diego Milia
PRESENTAZIONE:
"La vita, l’intera vita non è che un anello percorso a piedi scalzi, un sentiero circolare saldato dalla morte e dalla nascita, così vicine da superare lo spazio e il tempo: tutto ciò che per natura non può essere risolto e quindi non risolutivo è destinato a ripetersi. Non c’è un tempo o un luogo che possano contenere una storia come questa; ed ora, in quest’ora, qualcosa di simile sta accadendo col solito destino del rogo, della gogna, della ghigliottina o della forca: è il progresso a fare la differenza, ciò che prima era una pira funebre prematura per un morto vivo, ora è forno, missile intelligente, diretta televisiva o qualsivoglia moderno sistema di morte. E dietro ogni morte c’è sempre un mosaico di volti compiaciuti e sogghigni di fatta giustizia. Così è stato e così sarà sempre perché qualsiasi sia lo stato a far da culla e bara ad una vita dissociata, sempre, inesorabilmente, le pie e pigre teste votate allo stato delle cose, asservite allo stato di cose, continueranno nei secoli dei secoli a condannare e giustiziare in nome di un "qualcosa" di amorfa infallibilità, di responsabilità delegate, di peccati sgravati, peccati mondati dal fuoco di un capro espiatorio".
(monologo della strega)
LA VOCE DEI MEDIUM
"Niente è così lontano da non poterci raggiungere e condurci all’abitudine. Già, lo stato delle cose, l’ordine costituito è abitudinario e il popolo è talmente distratto e confuso da non saper più cogliere la differenza tra l’aurora e il crepuscolo: cinque secoli non sono che l’attesa di un giorno per chi dispone delle anime e dei corpi altrui. E non è opportuno parlare di gregge poiché il regno animale sa rimanere fedele a se stesso. Il buio sta avanzando rapidamente il nuovo oscurantismo s’affaccia dalle finestre catodiche e appare colorato e ben vestito, incanta con canzoncine d’amore e gingilli squillanti: il ladro dei ladri. Depredati, imbarbariti, ingannati, degradati, sviliti schiavi mal retribuiti, ecco cosa siamo.
Il futuro che ci aspetta è il passato ignorato".
(monologo della giornalista)